Building, Energy & Environment
Ecologia
Rifiuti: accento sul compost in vista di Europa 2020
Data di pubblicazione: Novembre 2008
Formato: PDF
N. Pagine: 28
Lingua: Italiano
Dimensione: 158 KB
Fonte: Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
direttiva_rifiuti_2008-98-CE-pdf
- Compost e digestato anaerobico: di cosa si tratta?
- Cosa s’intende per gerarchia dei rifiuti
- Il taglio di Co2 rimane al 20%
- Non ci sono italiane fra le imprese europee più “verdi”
- 35 milioni di euro per l'eco-innovazione
- Fare una Comunità europea dell'energia
- Verso vincoli più rigorosi sulle emissioni industriali
- L'ambiente e la Commissione Europea
- Capitale verde Europea
- L'energia alternativa come "fonte" di competitività
- Le energie rinnovabili per fare la differenza
- Educazione all'energia
Tag ambiente, Commissione Europea, efficienza energetica, innovazione
Una nuova direttiva non è necessaria
Gli emendamenti vengono visti come una soluzione più semplice i cui risultati
non sarebbero sostanzialmente diversi rispetto al riscrivere una nuova direttiva,
processo peraltro complicato che richiederebbe molto tempo.
Secondo la Commissione Ue miglioramenti significativi potrebbero già derivare dalla completa applicazione delle regolamentazioni attualmente in vigore, dall'applicazione della gerarchia sui rifiuti e dall'introduzione di standard qualitativi per il compost.
La Commissione sottolinea come non ci siano carenze legislative che impediscano ai singoli stati di mettere in atto misure più restrittive sui rifiuti organici biodegradabili; ciò è testimoniato, tra l'altro, anche da quanto sta già verificandosi nei paesi più virtuosi e avanzati in questo settore come l'Austria, dove la frazione di rifiuti riciclati e compostati è salita negli ultimi anni al 69%.
La produzione attuale di rifiuti organici biodegradabili
L'Ue produce ogni anno 88 tonnellate di rifiuti
organici biodegradabili (di origine alimentare e provenienti da parchi
e giardini) che rappresentano tra il 30 e il 45% dei rifiuti solidi
urbani. Più o meno 150 Kg per abitante per anno
di rifiuti ai quali non si può applicare il primo grado della gerarchia
sui rifiuti (prevenzione) ma che hanno un grande impatto negativo sull'ambiente.
Il rifiuto organico biodegradabile, infatti, se stoccato in discarica, nel processo di degradazione naturale produce sostanze inquinanti sia per il suolo che per le falde acquifere e sprigiona grandi quantità di metano, gas a effetto serra 25 volte più pericoloso della CO2.
I benefici di politiche nazionali più spinte
Se le politiche nazionali spingessero il più possibile verso il riutilizzo
del rifiuto organico biodegradabile, già grazie a questo si riuscirebbe
a raggiungere un terzo degli obiettivi di Europa 2020 per l'impiego
di energie rinnovabili nei trasporti con il ricorso a biogas e biocarburanti,
vale a dire il 2% dell'obiettivo complessivo sulle energie rinnovabili.
L'utilizzo di compost e digestato da digestione anaerobica in agricoltura con riduzione dell'impiego di fertilizzanti minerali non rinnovabili, oltre a razionalizzare lo sfruttamento di risorse aiuterebbe a ripristinare i terreni impoveriti e farebbe bene all'agricoltura. Si potrebbero, inoltre, evitare emissioni di metano pari a 10 tonnellate equivalenti di CO2.
Di questo enorme potenziale, solo il 30% in tutta l'Ue viene sfruttato e si tratta, oltretutto, di una percentuale molto differenziata tra i 27 paesi dell'Unione.
La direttiva in vigore dà obiettivi ma lascia libertà
di scelta
La Direttiva sulle Discariche attualmente in vigore richiede
una riduzione della quantità di rifiuti organici
biodegradabili del 65% nel 2016 rispetto ai livelli del 1995, ma non
fornisce indicazioni sulle modalità con cui raggiungere tale obiettivo.
Questo ha lasciato liberi la maggior parte dei paesi di scegliere la via della
discarica e dell'incenerimento che, per gli enormi costi delle infrastrutture,
tiene vincolati al ritorno economico dell'investimento e impedisce la
riconversione alle opzioni di riutilizzo o compostaggio prima di 40 o 50 anni.
Nella sua recente comunicazione la Commissione continua a lasciare liberi gli Stati membri di scegliere le opzioni più adatte alla situazione locale per raggiungere i traguardi fissati. Da però enfasi alla gerarchizzazione dei rifiuti ed indica compostaggio e digestione anaerobica come le vie di miglior successo per i rifiuti organici ai quali non si può applicare il criterio della prevenzione.
Indispensabile raccogliere rifiuti “di qualità”
Ma perché queste tecniche possano portare al recupero di sostanze effettivamente
utili trasformabili in prodotti commercializzabili o in energie rinnovabili,
è importante la qualità del materiale conferito e introdotto nei
processi; da qui l'indispensabilità di una raccolta differenziata
ben fatta, sul modello di quanto avviene già in paesi come Austria, Germania,
Lussemburgo, Svezia, Belgio, Paesi Bassi e Catalogna. L'Italia sembra
essere virtuosa "a macchie": soltanto in alcune regioni italiane le
policy applicate ai rifiuti sono all'avanguardia.
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