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Nuova Pac

Riforma Pac: tutte le novità votate al Parlamento europeo

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato i testi della nuova Politica agricola Comune: pagamenti diretti, sviluppo rurale, mercati, regolamento di monitoraggio. De Castro: un successo per lavoro e impresa. Ora altri passi istuzionali.

24 Gennaio 2013

La Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha completato in due giornate di voto l'iter di approvazione delle modifiche alla riforma della Politica agricola comune post 2014.
La prima seduta è stata dedicata a pagamenti diretti, sviluppo rurale e Ocm unica, poi è stato votato il regolamento orizzontale sulla gestione e sul monitoraggio della Pac.

Il regolamento di monitoraggio
A riguardo di quest'ultimo, le novità approvate in Commissione, ha spiegato il presidente della Commissione Agricoltura Paolo De Castro, prevedono l'introduzione di importanti strumenti di flessibilità per gli Stati Membri.
Per i paesi a programmazione regionale sarà possibile compensare le somme non utilizzate di uno o più programmi di sviluppo rurale con somme spese oltre tale limite da altri programmi, sempre di sviluppo rurale.
Sul fronte del greening, cioè la componente ambientale legata ai pagamenti diretti, il mancato rispetto dei requisiti non influenzerà l'erogazione dei pagamenti di base.
In caso di conferma per gli anni successivi degli importi percepiti l'anno precedente, gli agricoltori potranno presentare domande di pagamento pluriennali.
Previste anche misure di sostegno per le regioni i cui agricoltori versano in gravi difficoltà finanziarie a seguito di condizioni eccezionali: qui gli Stati Membri potranno incrementare fino all'80% (anziché del 50% per i pagamenti diretti e del 75% per lo sviluppo rurale) la percentuale degli anticipi sulla Pac.

Imprese e redditi degli agricoltori al centro
Riguardo pagamenti diretti, sviluppo rurale e Ocm unica, per De Castro, «gli emendamenti approvati rispecchiano quei criteri cardine che hanno guidato il nostro lavoro: maggiore flessibilità di applicazione delle misure, meno burocrazia e definizione di strumenti di gestione delle crisi di mercato. Un mix di obiettivi che rimettono al centro le imprese e i redditi degli agricoltori».

Pagamenti diretti: 44 milioni di euro in più all'Italia
Tra le novità più significative segnalate da De Castro c'è il nuovo criterio di ripartizione delle risorse che non permetterà a nessun Stato Membro di percepire meno del 65% della media Ue e che si tradurrà per l'Italia in un aumento di circa 44 milioni di euro annui a regime.
In merito alla distribuzione degli aiuti all'interno degli Stati Membri, maggiore attenzione sarà dedicata ad aree e settori dove una riduzione degli aiuti troppo repentina potrebbe impattare negativamente sui redditi dei produttori agricoli.
Significa che al termine del periodo di applicazione delle nuove regole (2020) i premi non saranno ridotti di più del 30% rispetto al primo anno di applicazione (2015).
Gli Stati Membri potranno adottare un proprio sistema di convergenza interna per uniformare una parte dei titoli di pagamento.
Un sistema flessibile in cui la componente greening potrà essere distribuita proporzionalmente per ogni singolo agricoltore e insieme al pagamento di base.

Le novità del greening
Riguardo la componente ambientale legata ai pagamenti diretti, appunto il greening, anche le aziende con certificazione ambientale, agricoltura biologica, che già rispettino pratiche agro ambientali di sviluppo rurale avranno automaticamente diritto ai pagamenti verdi, così come saranno esonerate anche le aziende il cui 75% della superfice è coltivata a riso.

Quanto alla diversificazione delle colture saranno esonerate le aziende con superficie inferiore ai 10 ettari, mentre per le superfici tra 10 e 30 ettari saranno previste almeno due colture e sopra i 30 ettari tre colture, mentre la proposta della Commissione europea prevedeva tre colture per tutte le superfici superiori ai 3 ettari.

Esonero per olivi e agrumi
Fondamentale la modifica al capitolo dell'Ecological Focus Area, che include l'esonero sia per tutte le colture arboree, come le produzioni mediterranee dell'olio d'oliva e degli agrumi, sia per le aziende di dimensione inferiore ai 10 ettari.
Per le restanti aziende ci sarà invece l'obbligo della coltivazione del 3% della superficie ad area ecologica, mentre la proposta della Commissione europea prevedeva l'obbligo del 7% per tutte le aziende.

Chi è agricoltore attivo e chi è piccolo
Prevista maggiore flessibilità per gli Stati Membri con la possibilità di individuare, in base a criteri oggettivi, la figura di agricoltore attivo, fatta salvo una lista negativa di soggetti esclusi; incrementata poi la flessibilità tra i primi due pilastri della riforma che si tradurrà nella possibilità per gli Stati Membri di trasferire fino al 15% di fondi dal primo al secondo.

Tra le altre modifiche introdotte, i piccoli agricoltori riceveranno un importo totale fino al 15% della dotazione nazionale per i pagamenti diretti (la Commissione proponeva il 10%), mentre per i giovani agricoltori le eventuali risorse non spese potranno essere trasferite ai nuovi entranti.
Il sostegno accoppiato riguarderà tutti i prodotti agricoli, con priorità ai prodotti che già hanno beneficiato del sostegno nel periodo 2010-2013, per un ammontare di risorse pari al 15% del massimale nazionale degli aiuti diretti.
Il tetto agli aiuti verso l'alto (capping) prevede l'esclusione per le imprese cooperative.

Misure di mercato
I prezzi di riferimento degli strumenti dell'intervento pubblico e dell'ammasso privato potranno essere aggiornati anche in funzione della produzione, dei costi dei fattori produttivi e delle tendenze dei mercati.

L'intervento pubblico reintroduce il grano duro tra le produzioni beneficiarie, mentre l'aiuto all'ammasso privato potrà essere attivato anche in seguito a variazioni dei costi medi di produzione, a situazioni aventi un impatto significativo sui margini di profitto dei produttori, alla stagionalità della produzione in alcuni Stati Membri.

Singoli settori
Gli aiuti per l'olio d'oliva saranno indirizzati, così come previsto per l'ortofrutta, alle organizzazioni di produttori e all'interprofessione con l'inclusione di una serie di attività innovative all'interno dei programmi triennali.
Le associazioni ortofrutticole potranno gestire fondi di esercizio, attuare e presentare programmi operativi al cui interno, i prodotti trasformati potranno beneficiare della misura del ritiro dal mercato.
I programmi di sostegno nel vino si arrichiscono di nuove misure di ricerca e sviluppo, mentre la promozione viene estesa anche al mercato interno.
Sempre sul vino, i diritti d'impianto dei vigneti saranno prorogati fino al 2030.

Organizzazioni produttive più forti
In generale, le organizzazioni di produttori rafforzano il loro ruolo e la loro efficacia sia perché riconosciute per tutti i settori sia per le loro attività ampliate e innovate rispetto alla proposta del novembre 2011.
Le stesse per essere riconosciute dovranno possedere un numero minimo di soci ed un minimo di volume produttivo commercializzabile.

Paese d'origine in etichetta
Sul fronte commerciale e della trasparenza un emendamento reintroduce l'obbligo del paese di origine in etichetta per i prodotti ortofrutticoli venduti freschi che era scomparso nelle proposte della Commissione esecutiva.

Le regole approvate nel pacchetto latte sono estese a tutti i prodotti sia sul fronte contrattualistico sia per quanto riguarda il principio della programmazione produttiva ampliato a tutti i prodotti di qualità certificata.