Building, Energy & Environment
Europa 2020
Rinnovabili: Europa in linea 2020, Italia indietro
17 Gennaio 2011
- Bei: 200 milioni per l'idroelettrico in Valle d'Aosta
- Carbon trading: forse una proposta di legge nel 2011
- 440 milioni di euro a Enel Green Power dalla Bei
- Tre quarti delle tasse ambientali vanno all'energia
- Contatori intelligenti e risparmi in bolletta per gli europei
- I sette corridoi energetici europei
- Fondi inutilizzati al settore energetico per progetti locali
- Parchi eolici e biodiversità, rapporto delicato
- Recovery plan: fondi residui per l'energia europea
Sommando i traguardi fissati dai rispettivi governi, emerge che l'Europa riuscirà a superare, seppur di poco, l'obiettivo di coprire il 20% dei suoi consumi finali di energia con le fonti alternative.
Gli Stati membri, infatti, arriveranno al 20,7% secondo le stime Ewea; l'Italia è l'unico Paese, insieme al Lussemburgo, che rimarrà sotto la soglia indicata dalla Commissione (16% anziché 17% di rinnovabili), costringendo il nostro governo a importare energia verde dall'estero.
Tra i Paesi più virtuosi ci sono la Bulgaria e la Spagna (+2,8 e +2,7% rispetto all'obiettivo del 2020), seguiti da altri 13 Stati con percentuali superiori o uguali a quelle fissate da Bruxelles.
Tra dieci anni, prosegue l'Ewea, l'Europa soddisferà oltre un terzo (34%) della domanda elettrica grazie alle rinnovabili.
L'eolico sarà al primo posto, generando il 14% di tutta l'elettricità richiesta dai 27, pari a quasi 500 TWh da 213 Gw di potenza installata, più che triplicando la produzione in confronto al 2009, quando copriva il 4,2% della domanda elettrica totale in Europa.
L'Irlanda sarà in cima alla classifica, con il 36% dei consumi garantiti dalle turbine eoliche, davanti alla Danimarca con il 31 per cento.
L'idroelettrico soddisferà invece il 10,5% della richiesta di energia elettrica nel 2020, seguito in terza posizione dalle biomasse (6,6%) e poi dal fotovoltaico (2,4%).
Marginali saranno i contributi del solare termodinamico, della geotermia e dell'energia marina (onde e maree), nonostante alcuni promettenti sviluppi in alcune aree come la Scozia.
La Germania, secondo le proiezioni Ewea, produrrà 104 TWh di elettricità dalle sue turbine eoliche, saldamente al comando davanti a Spagna e Gran Bretagna con 78 TWh; la Gran Bretagna, in particolare, sta puntando sulle centrali offshore per aumentare in modo rilevante l'apporto di questa fonte rinnovabile, volendo arrivare a 13 Gw di capacità installata nel 2020, mentre adesso non raggiunge il Gw e mezzo.
L'incognita maggiore riguarda l'onerosità degli investimenti nella tecnologia offshore, oltre che la capacità del governo di creare uno schema stabile e duraturo d'incentivi.
Olanda e Italia figurano in quarta e quinta posizione, con rispettivamente 32 e 20 TWh di produzione eolica nel 2020. La Germania sarà leader anche nella generazione di energia solare (circa 40 TWh), il quadruplo dell'Italia.
Austria, Svezia e Danimarca vanteranno le maggiori percentuali di elettricità verde sul totale di quella consumata: 70, 62 e 51% rispettivamente tra dieci anni; Polonia, Gran Bretagna e Olanda, invece, sono i Paesi che dovranno affrontare gli sforzi più elevati per centrare i loro obiettivi. La Gran Bretagna, per esempio, deve passare dal nove al 30% di elettricità verde da qui al 2020 per essere in pari con le richieste europee.
Europarlamento24 Building, Energy & Environment




Rss