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Next generation network

Risparmiare 25 miliardi di euro per fare le Ngn

Risparmiare 25 miliardi di euro per fare le Ngn
Anfov propone il riuso dell'esistente: le pertinenze di utility e Pa possono essere una valida scorciatoia per creare le reti di nuova generazione. Serve un catasto delle infrastrutture ben ordinato e l'Agcom potrebbe esserne il garante.

29 Ottobre 2010

L'Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione ha pubblicato uno studio sulle opzioni tecnologiche per abbattere i costi di realizzazione delle Next Generation Network (Ngn).
Sul tema della condivisione delle opere civili, Anfov ha messo a punto un modello di catasto delle infrastrutture. Il documento è frutto della collaborazione di 33 esperti rappresentanti di aziende associate e della collaborazione con l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

Lo studio, presentato all'Agcom e al Dipartimento per le Comunicazione del Ministero dello Sviluppo economico verte sulle opzioni tecnologiche per contenere i costi di sviluppo delle Ngn ed è destinato a operatori e pubbliche amministrazioni.

Il presupposto

Le amministrazioni locali e le utility di servizi di gas, luce, acqua possiedono e gestiscono infrastrutture, come tubazioni e fibre, che rappresentano delle dorsali cittadine ed in alcuni casi raggiungono edifici residenziali.
I costi per la realizzazione delle reti Ngn possono essere abbattuti nella fase di scavo attraverso un utilizzo razionale ed efficiente di queste infrastrutture già esistenti e nella fase di cablaggio attraverso la standardizzazione tecnica.
Partendo da questa premessa l'Anfov ha istituito un gruppo di lavoro: 33 esperti rappresentanti di aziende associate, (tra cui Telecom, Fastweb, Italtel, Valtellina, Sirti), in collaborazione anche con Cittalia - Anci Ricerche, hanno lavorato alla definizione di un documento tecnico che dovrebbe consentire agli operatori e alle pubbliche amministrazioni di abbattere significativamente i costi di progettazione e realizzazione delle Ngn.
Tre i temi affrontati dallo studio: il catasto delle infrastrutture di reti; Il cablaggio ottico di edifico; le tipologie di fibra da utilizzare nei diversi contesti.

Il Catasto delle infrastrutture di reti
Dal momento che i costi di scavo e posa delle Ngn rappresentano dal 60% al 90% per cento del totale, la condivisione delle infrastrutture civili esistenti è la via più realisticamente praticabile per realizzare le Ngn.
Fonti Anfov stimano che utilizzando le infrastrutture già disponibili, sia possibile abbattere i costi per lo sviluppo delle Ngn da 35 miliardi di euro a circa 10 miliardi.
Sul piano operativo, però, questo richiede prima di tutto un'informazione accurata e aggiornata sulle infrastrutture di posa potenzialmente riutilizzabili per la realizzazione delle reti.
Il catasto, una volta realizzato, metterà a disposizione dei soggetti interessati i dati tecnici relativi alle opere civili disponibili nelle aree di interesse degli operatori: quali sono le caratteristiche della tratta da coprire, da quali punti si può accedere, chi sono i titolari dei diritti e chi può concedere le autorizzazioni per l'utilizzo.
Il catasto sarà un sistema informativo completo per supportare gli operatori nella fase di planning con conseguente risparmio di costo nella fase di costruzione. Sono chiare le difficoltà di realizzazione di tale iniziativa, dovute alla molteplicità degli interlocutori, alla numerosità, varietà e disparità delle informazioni che devono essere raccolte.
Per questo, dal lavoro di Anfov è emersa la necessità di avere un garante per queste informazioni, idealmente Agcom, che ha interesse a coinvolgere e stimolare tutti gli attori interessati, garantendo imparzialità.
È ancora difficile, al momento, una stima sull'investimento necessario per realizzare il catasto (architettura e dimensionamenti sono ancora da definire), ma le linee guida prevedono l'utilizzo di piattaforme open source.
Le modalità di finanziamento potranno essere o totalmente di tipo pubblico, ipotizzando anche un sistema di canone o tariffazione per gli utilizzatori, o misto pubblico-privato.
La realizzazione pratica del catasto comincerà con un progetto pilota, presso alcuni comuni individuati insieme a Cittalia, la fondazione di ricerca dell'Anci, che ha affiancato AnfoV in questa iniziativa.
Già nel 2011, dovrebbero essere disponibili i primi esempi di realizzazione pratica del catasto.

Cablaggio ottico di edificio
La seconda parte del documento Anfov fornisce le linee guida su come realizzare il cablaggio, sia per il singolo utente sia per gli edifici multi-utente.
Il documento analizza il portafoglio delle tecnologie disponibili, fornisce una rassegna critica riguardo ai cavi, alla fibra e ai connettori. Identifica anche le specifiche di impianto, i parametri e gli standard di prestazione.
Viene analizzata la normativa esistente e sono formulate proposte per regolamentare le diverse tipologie di impianti. Molto interessante la rassegna esperienze internazionali di riferimento.

Tipologie di fibre utilizzabili nei vari contesti
Nella terza parte del documento gli operatori interessati potranno trovare dai principi trasmissivi e parametri fondamentali fino a una rassegna completa delle varie tipologie di fibra ottica esistenti, con indicazione di quale sia l'uso ottimale nei diversi contesti. Scopo del documento è dare conoscenza distribuita sul mondo delle fibre ottiche, estremamente tecnico e complesso, per definire i criteri di scelta.

Il documento completo è scaricabile qui

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