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Mercato energetico

Robin tax, Rossi: serve il mercato unico dell'energia

L'europarlamentare interroga la Commissione europea: verifichi se in Italia è stato violato divieto di traslazione dell’onere della maggiorazione d’imposta sui prezzi al consumo. La soluzione è una e unica: tariffe comuni europee.

20 Febbraio 2013

«Le nostre imprese hanno scaricato sulle spalle delle famiglie la Robin tax, quando per l'Italia il costo dell'energia è già un salasso rispetto al resto d'Europa».

Sono parole di Oreste Rossi, per il quale «si tratta di un fatto gravissimo, su cui l'Esecutivo Ue ha il dovere di intervenire, verificando le ripercussioni che questo irresponsabile escamotage ha avuto sul mercato interno».

Rossi ha interrogato la Commissione europea sulla possibile violazione del divieto di traslazione della cosiddetta Robin tax sui consumatori, da parte dei produttori di energia (qui a lato è disponibile il documento di interrogazione).

Un recente rapporto dell'Autorità per l'energia nazionale, infatti, avrebbe rilevato che, tra il 2010 e il 2012 le utenze italiane hanno subito notevoli rincari sulle bollette di luce e gas, in quanto le imprese energetiche avrebbero scaricato sui consumatori l'addizionale Ires (l'imposta sul reddito delle società), cioè la Robin tax, nonostante l'espresso divieto di "traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo".

«Si parla di 199 operatori sospetti - ha specificato Rossi - appartenenti non solo al settore dell'energia elettrica e gas, ma anche a quello petrolifero, e di un totale di 1, 6 miliardi di euro, che avrebbe gravato sui consumatori, per far sì che le imprese rientrassero della Robin tax».

«L'unica soluzione - ha concluso - è che l'Ue acceleri la creazione di un mercato unico dell'energia, stabilendo prezzi comuni in tutta Europa, più bassi rispetto a quelli che paga oggi l'Italia. In questo modo, le nostre industrie diventerebbero più competitive e, probabilmente, non ricorrerebbero ad azioni come questa, per alleggerire le spese a loro carico».