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Semplificare la politica sui visti per sviluppare il turismo

Così la Commissione europea punta a superare i 20 milioni di posti di lavoro dopo il 2020. E a fatturare 427 miliardi di euro.

07 Novembre 2012

In una comunicazione strategica la Commissione europea ha esaminato come l'attuazione e lo sviluppo della politica comune in tema di visti potrebbe agevolare la crescita nell'Ue dando maggiori occasioni di viaggio a visitatori stranieri intenzionati a visitare l'Unione.

I dati di fatturato
Con 18,8 milioni di posti di lavoro (dati 2011) il turismo è una delle principali fonti di lavoro nell'Unione europea. Ancora: sempre nel 2011 gli stranieri in visita hanno portato 330,44 miliardi di euro.
La Commissione europea stima al rialzo le cifre, raggiungendo i 20,4 milioni di posti di lavoro e 427,31 miliardi di euro nel 2022.
Allo scopo incentiva una standardizzazione delle norme in fatto di visti.

Le statistiche
Le statistiche dicono che il numero di visti rilasciati è aumentato notevolmente negli ultimi anni e che le richieste di visto respinte sono limitate.
Nel 2011 sono stati rilasciati circa 460.000 visti per l'area Schengen in India; nel 2007 erano stati 340.000. Anche il numero di visti rilasciati in Cina denota un aumento significativo: da 560.000 visti nel 2008 a 1.026.000 nel 2011. In Russia sono stati rilasciati nel 2011 circa 5.152.000 visti, rispetto ai 3.500.000 del 2007.

Il ruolo dei consolati
Per la Commissione si potrebbe fare ancora di più per aumentare i flussi turistici provenienti da paesi che mostrano un elevato potenziale di richiesta turistica abbinato ad un potere d'acquisto in crescita.

In particolare i consolati dovrebbero attenersi al termine di 15 giorni per concedere un appuntamento e all'identica scadenza per decidere in merito alla richiesta di visto, provvedere alla disponibilità di moduli di richiesta nella lingua del paese ospitante e considerare la possibilità di rilasciare visti per ingressi multipli.

La leva della semplificazione
In una prospettiva a lungo termine si potrebbero contemplare modifiche alle attuali norme relative ai visti, tra cui:
• accelerare e abbreviare le procedure (riesaminare ogni fase della procedura, compresa la presentazione della richiesta di visto da parte di intermediari o agenzie di viaggio, nonché consulenze preventive);
• precisare come individuare il consolato competente a trattare la richiesta di visto;
• semplificare i moduli di richiesta;
• semplificare o chiarire le prescrizioni relative ai documenti da presentare;
• precisare le norme relative all'esenzione dai diritti per il trattamento delle domande;
• chiarire le norme relative al rilascio di visti per ingressi multipli;
• migliorare l'organizzazione dei consolati e la collaborazione tra gli stessi, ad esempio mediante revisione del quadro normativo che regolamenta i Centri comuni per la presentazione delle domande, agevolando la costituzione di tali centri e il loro funzionamento;
• rafforzare la collaborazione locale Schengen (armonizzazione delle pratiche in fatto di visti nei paesi Schengen) per aumentarne l'efficienza.