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Semplificazione delle procedure doganali, chi controlla?

Semplificazione delle procedure doganali, chi controlla?
La denuncia è della Corte Europea degli Auditori: nessuno controlla se gli importatori che operano in regime di semplificazione delle procedure siano effettivamente titolati.

07 Giugno 2010

La Corte Europea degli Auditori ha cercato di valutare se l'insieme delle procedure di controllo semplificato dei documenti di importazione, sviluppato dalla Commissione Europea ed eseguito dagli stati membri, sia efficace. I commercianti e gli importatori autorizzati all'accesso a questo regime “light” beneficiano, infatti, di procedure di ingresso e verifica facilitate, con il risultato di avere le merci nella loro disponibilità più velocemente.
I servizi doganali si fondano sulla correttezza delle dichiarazioni di importazione anche se, in definitiva, poi sembra che nessuno la accerti.

Il regime semplificato è ampiamente utilizzato all'interno dell'Unione, basti pensare che, nel 2008, oltre 2/3 delle dichiarazioni doganali per le importazioni in Eu sono state compilate utilizzando queste procedure. Secondo uno speciale report pubblicato oggi dalla Corte, però, queste procedure non sarebbero effettivamente sottoposte a verifica negli stati membri.

Controlli inesistenti
La Corte ha scoperto che la Commissione avrebbe effettivamente tenuto conto degli standard internazionali di fatturazione elettronica nella realizzazione di questo insieme di leggi utili a semplificare le attività di ingresso-export, ma nulla è stato fatto fino alla fine del 2008. Addirittura, le procedure semplificate potranno essere eseguite manualmente sino al termine dell'anno in corso. L'applicazione di un sistema di analisi automatizzata dei rischi a livello europeo non potrà, quindi, essere obbligatoria fino a quel momento.

Le linee-guida per i doganieri non sono mai state completate e la Commissione non è stata in grado di attivare procedure di ispezione sulle importazioni. Nessun approccio standardizzato di controllo è, quindi, mai stato eseguito, soprattutto in virtù della scarsità di documentazione (per di più di bassa qualità) generata. Il risultato è che risulta impossibile verificare se tutti gli importatori siano, effettivamente, titolati a operare in regime semplificato.

Ecco perché la Corte esorta la Commissione a rivolgere con urgenza un appello agli stati membri, perché implementino rapidamente linee-guida e framework normativi più chiari e automatizzati, sotto il controllo della Corte stessa.

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