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Sepa: ipotesi di traguardo al 2012
16 Dicembre 2010
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Tag commercio, commercio internazionale, Commissione Europea, competitività, concorrenza, consumatori, imprese, industria
Il progetto Sepa (Single Euro Payments Area, ossia Area unica dei pagamenti in Europa) è il prossimo grande passo verso l'integrazione economica.
Fino a oggi ogni Stato membro ha sviluppato il proprio sistema dei pagamenti in base alle specifiche esigenze riscontrate a livello di paese, ma con la Sepa le attuali differenze dovranno progressivamente scomparire e nuovi strumenti di pagamento armonizzati sostituiranno gli attuali nazionali.
L'idea è che tutti i pagamenti diventino domestici e che all'interno della Sepa non sussista più una differenziazione tra pagamenti nazionali e transnazionali.
Tuttavia, pur riconoscendo i progressi, la prima relazione sull'attuazione della tabella di marcia Sepa 2009-2012 e l'ultimo rapporto sulla migrazione alla Sepa da parte delle amministrazioni pubbliche dimostrano che le azioni importanti non sono ancora state eseguite e altre sono in ritardo e
la migrazione dalle amministrazioni pubbliche resta deludente nella maggior parte degli Stati membri.
Le amministrazioni pubbliche non ancora riflettono sull'importante ruolo catalizzatore che possono svolgere per incoraggiare la migrazione alla Sepa.
A supporto di queste afferazioni, i dati della Banca centrale europea (Bce) dimostrano che, a partire da ottobre, solo il 9,6% di tutti i bonifici nella zona euro sono stati eseguiti utilizzando uno strumento di pagamento paneuropea.
Se questa tendenza continua, i benefici si avvertiranno solo tra 25 anni.
Solo una rapida migrazione al sistema paneuropeo genererà tutti i vantaggi di un mercato integrato dei pagamenti.
La proposta di regolamento approvata dalla Commissione europea garantirà una migrazione rapida già nel 2012 mediante l'eliminazione graduale degli strumenti esistenti di pagamento nazionali e tramite azioni di sensibilizzazione e di marketing.
La proposta aumenterà, inoltre, la trasparenza e la concorrenza tra i prestatori di servizi di pagamento e tra i servizi di pagamento stessi, in particolare attraverso il divieto di tasse nascoste tra le banche per le operazioni di addebito diretto, che è attualmente prevista in sei Stati membri (Spagna, Francia, Svezia, Belgio, Portogallo e Italia).
Al fine di garantire l'interoperabilità, sarà obbligatorio l'uso di alcune norme comuni e di requisiti tecnici come l'utilizzo di numeri di conto bancario internazionale (Iban), codici di identificazione della banca (Bic) e un servizio di messaggistica finanziaria standard (Iso 20022 Xml) per tutti conto bancario i pagamenti in euro all'interno dell'Unione europea.
Il regolamento proposto tiene anche conto delle preoccupazioni degli account utente come la possibilità di limitare una raccolta diretta di debito per un certo importo e/o la frequenza dei pagamenti.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito della Commissione europea e il sito Abi specifico sulla tematica.
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