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Siti web di credito al consumo: solamente uno su tre in regola Ue
10 Gennaio 2012
Tag consumatori, internet
Le competenti autorità nazionali europee hanno verificato 562 siti web in 27 Stati membri in Norvegia e in Islanda.
Con questa operazione si è guardato soprattutto al modo in cui le imprese applicano la direttiva sul credito al consumo, che ha l'obiettivo di agevolare la comprensione e la comparazione delle varie offerte di credito.
Un'indagine a tappeto (sweep) è un'operazione finalizzata ad attuare la legislazione della Ue.
Viene svolta dalle autorità nazionali effettuando controlli simultanei coordinati per individuare, in un settore particolare, violazioni della legislazione a tutela dei consumatori.
Sei paesi, fra cui il nostro, hanno condotto un'indagine più approfondita (sweep-plus) su 57 siti per verificare il rispetto delle norme a tutela dei consumatori, come gli accordi di pagamento, le procedure di reclamo, modalità e condizioni di erogazione.
Cosa è emerso
Del 562 siti web inizialmente controllati, solamente il 30% ha superato la prova sweep di verifica della conformità alle norme comunitarie sui consumatori e il restante 70% (393) sarà sottoposto a ulteriori accertamenti.
I principali problemi riscontrati sono:
• carenza d'informazioni nella pubblicità del credito al consumo: in 258 siti (46% di quelli controllati) la pubblicità non contiene tutte le informazioni richieste dalla direttiva sul credito al consumo, come (i) tasso annuo effettivo globale (TAEG), essenziale per comparare le offerte; (ii) se l'onere per servizi accessori obbligatori (p.es., assicurazioni) è compreso nel costo totale o (iii) durata del contratto di credito;
• omissione di informazioni fondamentali sull'offerta: 244 (43%) siti Web non davano informazioni chiare su tutti i vari elementi del costo totale, come (i) tipo del tasso d'interesse (fisso, variabile, entrambi), (ii) durata (eventuale) del contratto di credito e (iii) alcuni costi connessi al credito (p.es., commissione di accordo);
• presentazione fuorviante dei costi per cui questi sono esposti in modo falso o ingannevole per i consumatori. Esempio: (i) modalità di calcolo del prezzo o (ii) il consumatore non è informato che oltre ai costi del credito al consumo in sé esiste l'obbligo di un'assicurazione aggiuntiva.
In 116 (20%) siti Web sono emersi problemi di questo tipo.
L'indagine “sweep plus” condotta in 6 paesi (Italia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Svezia) ha esaminato 57 siti: i principali problemi sono stati rilevati in relazione all'informazione precontrattuale e ai termini dei contratti.
Dei 15 siti italiani ispezionati 12 sono risultati irregolari.
Viene il tempo delle correzioni
Ora avrà inizio la fase correttiva: le autorità nazionali contatteranno gli operatori e chiederanno loro di fornire chiarimenti o di correggere i loro siti.
A seconda della legislazione nazionale applicabile, non ottemperare alle suddette indicazioni può comportare sanzioni dalla multa fino alla chiusura del sito Web.
Le autorità nazionali competenti sono invitate a riferire alla Commissione europea entro l'autunno 2012. La Commissione pubblicherà una relazione con i risultati.
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