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Radiofrequenze

Spettro radio: norme armonizzate per i servizi Internet senza fili

Spettro radio: norme armonizzate per i servizi Internet senza fili
La Commissione europea ha adottato una decisione con cui definisce norme tecniche armonizzate che gli Stati membri devono rispettare per l'assegnazione delle frequenze radio nella banda a 800 MHz. Fra gli scopi, evitare interferenze dannose

06 Maggio 2010

Al vertice sullo Spettro Radio organizzato il 22 e 23 marzo scorsi, Commissione e Parlamento Europeo hanno definito nuove normative per un'armonizzazione nell'assegnazione delle frequenze radio (800MHz) liberatesi al momento del passaggio alla televisione digitale. I Paesi membri dovranno recepirle ed applicarle non appena effettuato tale passaggio, per mettere un quarto di queste frequenze a disposizione delle applicazioni a banda larga senza fili; in tal modo si permetterebbe una maggiore diffusione dei servizi Internet senza fili ad alta velocità, senza interferenze dannose.

Commissione e Pe si sono confrontati anche sulla necessità di introdurre l'obbligo di mettere la banda a 790-862 MHz (dividendo digitale) a disposizione per i servizi di comunicazione elettronica in tutti i paesi. La commissione sta valutando se inserire tale proposta nel prossimo programma strategico sullo spettro-radio.

La fornitura di banda larga ad alta velocità a tutti entro la fine del 2013 (con velocità gradualmente crescenti fino agli oltre 30 Mbps, previsti per il 2020) rientra tra gli obiettivi della strategia Ue 2020.

Se tutti i paesi decidessero di concedere la banda a 800MHz (finora a disposizione esclusiva delle trasmissioni televisive analogiche) a servizi diversi dalla telediffusione, con i protocolli e le tecnologie mobile di quarta generazione (Wimax e Lte) si otterrebbero trasmissioni su rete telefonica cellulare più rapide e di maggior qualità; i costi stimati sarebbero, secondo gli esperti, pari circa al 30% di quelli delle attuali reti di terza generazione. Sfruttare i benefici economici di questo “dividendo digitale” dovrebbe permettere agli operatori di investire molto di più sulle infrastrutture per aumentare la copertura geografica della banda larga, dando enorme impulso e nuove opportunità ai servizi Internet.

Ma viste le caratteristiche del mercato, ormai globale, perché il dividendo digitale possa avere il miglior impatto e determinare una crescita economica generale è necessario un coordinamento a livello europeo; i benefici, che a seconda degli Stati Membri sono valutati tra i 17 e i 44 miliardi di euro per i singoli piani nazionali, verrebbero ad aumentare sensibilmente grazie ad una gestione centralizzata da parte dell'Ue. Gli sforzi dei diversi paesi, che potrebbero anche danneggiarsi reciprocamente con le loro singole iniziative, verrebbero in questo modo ad avere un effetto sinergico.

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