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Balneare

Spiagge italiane fuori dalla direttiva Concessioni

Viene in aiuto una nuova definizione del termine concessione tessuta da Lara Comi. Il testo sarà votato il 24 gennaio in Commissione Mercato interno del Parlamento Europeo. Per Fidanza, invece, serve altro: un negoziato fra Governo italiano e Commissione europea.

18 Gennaio 2013

La Commissione Mercato interno (Imco) del Parlamento europeo si appresta a votare, il 24 gennaio, il nuovo testo della Direttiva Concessioni.

Lara Comi, che è relatore insieme a Philip Juvin, fa sapere, in una nota, che è stato deciso «di scegliere una nuova definizione di concessione nella direttiva che esclude chiaramente il settore balneare italiano dall'ambito di applicazione di questa nuova legislazione europea».

In tal modo si ovvierà al problema dell'applicazione della Direttiva Servizi (conosciuta come Bolkenstein) senza ledere i diritti di chi ha fatto investimenti pluriennali nel settore balneare.

Comi ha gestito la trattativa, nell'ambito della Commissione Imco, in accordo con i parlamentari italiani Angelilli, Baldassarre, Bartolozzi, Mazzoni, Morganti e Motti.

«Nei prossimi giorni - prosegue Comi - richiederemo al Commissario Barnier di riaprire un tavolo di dibattito con gli europarlamentari italiani, per individuare una soluzione definitiva che tuteli questo importante settore economico e sociale italiano».

Per Claudio Morganti in questo modo si riesce a tutelare si tutela l'intera categoria degli operatori balneari italiani.

Lo scetticismo di Fidanza: non sarà la direttiva Concessioni a risolvere il problema dei balneari
Carlo Fidanza, coordinatore della task force per il turismo del Parlamento europeo ha però osservato che «fin dal giorno in cui la Commissione europea ha pubblicato la direttiva Concessioni è stato chiaro che questa non avrebbe riguardato il nostro comparto balneare, le cui concessioni demaniali vengono considerate dall'Ue come autorizzazioni all'esercizio di impresa e sono normate diversamente».
 
«Non poteva essere - ha aggiunto -  e non sarà la direttiva Concessioni a restituire speranze alle imprese balneari del nostro Paese. Va invece rafforzato l'impegno per la loro tutela in un negoziato tra il Governo che verrà e la Commissione europea».