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Commercio

Stop definitivo alla carne agli ormoni

Termina il braccio di ferro con Usa e Canada. Da agosto arriverà in Europa più carne di qualità. Revocate le sanzioni ai prodotti europei. Per l'Italia significa un giro d'affari di 100 milioni di dollari.

14 Marzo 2012

Il Parlamento europeo con una procedura legislativa ordinaria in prima lettura ha approvato con 650 voti a favore, 11 contrari e 11 astensioni, le concessioni necessarie per porre fine all’annosa controversia sul commercio di carne agli ormoni con Stati Uniti e Canada.

L'accordo permette all'Ue di mantenere il divieto di importare bovini trattati con ormoni e in cambio concede un aumento delle quantità di carne bovina di alta qualità che può essere importata da Stati Uniti e Canada.

L'accordo aumenterà il contingente tariffario Ue fino a 48.200 tonnellate.
In contropartita, gli Stati Uniti e il Canada hanno già sospeso le sanzioni di ritorsione applicate su prodotti provenienti da tutti gli Stati membri eccetto il Regno Unito (riguardanti carne bovina e suina, formaggio Roquefort, cioccolato, succhi, marmellate e tartufi), il cui valore ammonta a oltre 250 milioni di dollari.

Il Parlamento non ha introdotto emendamenti sostanziali al testo proposto dalla Commissione europea e già informalmente approvato dal Consiglio.
L'aumento delle quote d'importazione, pertanto, entrerà in vigore da agosto.

I principali beneficiari della revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti e del Canada sono l'Italia, con un valore commerciale di oltre 99 milioni di dollari, la Polonia con 25 milioni, la Grecia e l'Irlanda entrambe con 24 milioni, la Germania e la Danimarca entrambe con 19 milioni, la Francia con 13 milioni e la Spagna con 9 milioni di dollari.

Una nota di Paolo De Castro riporta che «la Commissione Agricoltura ha dato il suo convinto assenso alla conclusione di questo accordo nello spirito di rafforzare i rapporti commerciali con gli Usa e migliorare la risoluzione delle controversie nel quadro del Wto. Quello di oggi rappresenta un importante momento per la buona cooperazione transatlantica e per l'Italia, che sarà uno dei principali beneficiari di questo accordo con vantaggi per quasi 100 milioni di dollari, oltre a rappresentare un’ulteriore conferma della centralità del Parlamento europeo nell’approvazione di queste importanti decisioni».