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Ambiente

Suolo: l’impermeabilizzazione mette a rischio le risorse ecosistemiche

Suolo: l’impermeabilizzazione mette a rischio le risorse ecosistemiche
La Commissione propone un approccio a tre vie per mitigare gli effetti della stesura di asfalto e della cementificazione del territorio europeo. Studio finale atteso per il 2012.

24 Maggio 2011

L’impermeabilizzazione del suolo europeo in seguito a interventi edili e infrastrutturali è una tendenza che rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future.

Uno studio della Commissione europea raccomanda un triplice approccio che mira a limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo, ad attenuarne gli effetti e a compensare perdite sostanziali di suolo intervenendo in altre aree.

Per il commissario Ue per l’ambiente, Janez Potočnik, riporta una nota, «il suolo è una risorsa indispensabile per diversi servizi ecosistemici da cui dipendono tutte le forme di vita sul nostro pianeta. Non possiamo permetterci di continuare a sacrificarne vaste porzioni a vantaggio della cementificazione. Nessuno ci chiede di frenare lo sviluppo economico o l’ottimizzazione delle nostre infrastrutture, ma abbiamo bisogno di un approccio più sostenibile in materia».

L’impermeabilizzazione si verifica quando il suolo è coperto da materiali impermeabili come l’asfalto o il cemento. Tra il 1990 e il 2000 nell’Ue sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1 000 km² all’anno.
La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi.
Secondo lo studio della Commissione negli ultimi anni si è registrato un rallentamento di questa crescita a 252 ettari al giorno. I picchi di crescita del fenomeno sono stati notati in Spagna (+15%), Irlanda e Cipro (+14%).

Lo studio propone una soluzione su tre livelli:

- limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo ottimizzando la pianificazione territoriale o ridefinendo i sussidi che incentivano indirettamente l’impermeabilizzazione;

- attenuarne le conseguenze laddove l’impermeabilizzazione non può più essere evitata, ad esempio sostituendo l’asfalto o il cemento con superfici permeabili e costruendo tetti verdi;

- compensare le perdite attuando misure di recupero in altre aree, che possono concretizzarsi sotto forma di corrispettivi economici, come avviene nella Repubblica ceca e in Slovacchia, oppure con una riqualificazione di terreni già impermeabilizzati. A tale proposito sono citate le iniziative realizzate a Dresda e a Vienna.

Le conclusioni dello studio confluiranno in un documento tecnico della Commissione sull’impermeabilizzazione del suolo, in fase di realizzazione con il supporto di esperti nazionali.
Il documento, che dovrebbe essere ultimato a inizio 2012, offrirà orientamenti alle autorità nazionali, regionali e locali in materia di migliori pratiche nell’arginamento del fenomeno dell’impermeabilizzazione e nel ridimensionamento dei suoi effetti.

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