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Trasferimento dati personali

Swift e Pnr, si cercano più garanzie

Swift e Pnr, si cercano più garanzie
La condivisione dei dati personali con gli Stati extra europei necessita di maggiore attenzione sulla gestione del dato e richiede il rispetto del principio della reciprocità. A maggio un nuovo accordo.

26 Aprile 2010

Pier Antonio Panzeri

Nome: Pier Antonio

Cognome: Panzeri

Gruppo Parlamentare: S&D

E-mail: pierantonio.panzeri@europarl.europa.eu

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L'onorevole Pier Antonio Panzeri ha riassunto il tema riguardante la condivisione dei dati personali con Usa e Australia riportando i principali punti discussi durante l'ultima seduta del Parlamento europeo, senza voto, di Strasburgo.
L'11 febbraio, il Parlamento ha annullato l'accordo raggiunto fra Commissione e governi europei sul trasferimento dei dati personali nella lotta contro il terrorismo.
La decisione è stata presa in considerazione della mancanza di garanzie sull'uso e la protezione dei dati dei cittadini europei.
I principali dubbi vertono sulle condizioni di trasferimento dei dati bancari Swift e quelli sui passeggeri delle compagnie aeree alle autorità americane e australiane e sull'allineamento della gestione di questi dati con le regole europee sulla privacy.

A seguito di questo annullamento, nella plenaria straordinaria di maggio si dovranno discutere e votare  due risoluzioni: la prima per ribadire le condizioni per approvare un sistema di condivisione dei dati bancari per scopi anti terroristici attraverso la rete Swift; il secondo riguarda un modello standard di archivio contenente tutti i dati personali dei passeggeri. In particolare, quest'ultimo accordo riguarda i cosiddetti Passenger name record (Pnr) ossia file che contengono informazioni su nome del passeggero, itinerario, luogo di acquisto del biglietto e molto altro. Prima erano usati per scopi commerciali, ora tali informazioni sono indispensabili per la lotta al crimine e al terrorismo.

Il Parlamento vorrebbe adottare un modello standard il quale stabilisca quali informazioni trasferire agli Stati extra e a quali condizioni, per garantire la tutela ai dati personali. Tale modello deve basarsi sul principio della reciprocità ossia occorre valutare se vi sono le condizioni per cui anche Stati Uniti e Australia possano condividere le stesse informazioni con l'Europa.
Inoltre, i deputati pongono l'attenzione sul diritto di rivalsa del singolo individuo contro le autorità competenti nel caso in cui vi sia uno scorretto utilizzo dei suoi dati.

Salvo imprevisti tra giugno e luglio si dovrebbe giungere a un accordo.

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