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Energia

Ten-E: i corridoi europei per i progetti energetici

Varata la bozza del regolamento per creare un mercato unico di elettricità e gas.

www.energia24.com

21 Dicembre 2012

Le autostrade dell’energia non possono più aspettare. Bruxelles vuole tempi di realizzazione più rapidi per le infrastrutture come gasdotti e reti elettriche, indispensabili per rendere più flessibile, competitivo e integrato il sistema europeo degli approvvigionamenti.

Così la Commissione energia del Parlamento europeo ha varato la bozza del regolamento Ten-E (Trans european energy networks) che sarà poi vagliata in sessione plenaria nel 2013.

L’obiettivo è creare un mercato unico dell’elettricità e del metano su scala continentale, favorendo la concorrenza tra operatori, la riduzione delle emissioni inquinanti, con bollette più leggere e una quota crescente delle rinnovabili nel mix delle fonti.

Il regolamento identifica dodici corridoi prioritari dell’energia, nel cui ambito selezionare “progetti d’interesse comune” che finiranno in corsia di sorpasso, grazie a procedure “fast-track” per ottenere permessi e autorizzazioni.

Si passerà da una media di dieci anni a tre anni e sei mesi, per garantire l’approvazione a un progetto etichettato come prioritario.

L’Italia è presente in cinque corridoi.
Innanzi tutto, nei due programmi per potenziare i collegamenti elettrici tra gli Stati membri sull’asse Nord-Sud, coinvolgendo da una parte l’area occidentale e, dall’altra, quella orientale e meridionale. In entrambi i blocchi, si tratta di eliminare i colli di bottiglia, rendendo le linee più capienti e interconnesse, capaci di smistare l’energia prodotta dalle tecnologie alternative, eolico e fotovoltaico in particolare.

Lo Stivale, inoltre, figura nei tre corridoi previsti per variare le forniture di gas; non solo sull’asse Nord-Sud analogamente al settore elettrico, ma anche nel corridoio Sud che dovrebbe trasportare in Europa il metano del Caspio. Qui, lo ricordiamo, sono rimasti in lizza due consorzi: Nabucco West e Trans adriatic pipeline, mentre la russa Gazprom, con la nostra Eni e altri partner, ha avviato la costruzione della linea South Stream.

Quest’ultima è però, a dispetto del nome, una variante delle tradizionali forniture da Mosca, evitando il passaggio in territorio ucraino con un tratto sottomarino nel Mar Nero.
Tra gli altri corridoi menzionati dal regolamento, troviamo la maxi rete del Mare del Nord per collegare i parchi eolici offshore alla terraferma, i due piani (elettricità e gas) per porre fine all’isolamento dell’area baltica nel mercato dell’energia.

Soprattutto nel gas, infatti, tale zona dipende da un unico fornitore, la Russia, peraltro al centro di una recente indagine Ue per accertare eventuali scorrettezze monopoliste.

Il regolamento, infine, cita anche lo sviluppo delle Smart grid e delle autostrade elettriche per velocizzare la diffusione dell’energia verde, senza dimenticare la tecnologia Ccs (Carbon capture and storage) per immagazzinare nel sottosuolo la CO2 emessa dalle centrali alimentate dalle fonti fossili.