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Energia

Troppi lavori in corso per il mercato unico dell'energia

Per la Commissione europea l'Italia deve eliminare le congestioni sulle reti elettriche e variare le importazioni di gas.

www.energia24.com

19 Novembre 2012

Nei primi venti mesi dall'entrata in vigore del "terzo pacchetto energia", molti Stati europei hanno temporeggiato sulle misure pro concorrenza previste da Bruxelles. Così siamo ancora ostaggio dei lavori in corso.
Lo riferisce un documento della Commissione europea, segnalando che in 18 Paesi ci sono ancora prezzi regolati per l'elettricità e il gas.

Come ha invece chiarito il commissario all'Energia, Günther Oettinger, quando si parla di bollette «cittadini e imprese sono interessati a due cose: sicurezza delle forniture e costi convenienti».
Per soddisfare tali richieste, evidenzia il documento, è indispensabile creare un mercato unico dell'energia a livello europeo.

L'obiettivo è che tutte le tessere del mosaico siano predisposte entro il 2014.
Innanzitutto, gli Stati membri devono affrettarsi ad applicare le regole del terzo pacchetto.
Tra queste, lo ricordiamo, c'è la “separazione proprietaria” che impone di dividere le attività di produzione e fornitura da quelle di distribuzione.
Chi genera gas o elettricità non può anche gestire cavi e tubi. È il principio che ha portato Eni a vendere Snam Rete Gas.

Lo stesso che ha fatto scattare l'indagine di Bruxelles sui presunti abusi monopolisti di Gazprom, che avrebbe imposto i suoi diktat di prezzi e forniture in alcuni Paesi dell'Europa orientale.
Simili comportamenti, secondo l'Ue, allontanano il Vecchio continente dalla piena integrazione dei mercati energetici, che dovrebbero piuttosto aprire i rispettivi confini alla concorrenza.

Per quanto riguarda lo Stivale, la Commissione segnala due problemi principali. In primo luogo, le congestioni che puntualmente avvengono nelle reti elettriche, soprattutto nel Mezzogiorno.

L'Italia deve potenziare le linee di trasmissione, per assorbire l'energia proveniente dalle fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico in prima battuta) senza sprechi e colli di bottiglia. Ciò dovrebbe favorire una riduzione dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità, riportandoli verso la media continentale.

L'altro problema è la limitata concorrenza nel settore gas, oltre alla necessità di variare le rotte d'importazione, puntando sul corridoio Sud.

Il nostro Paese, si legge nel documento, deve espandere il mercato “spot”, che da noi è ancora limitato proprio perché abbiamo pochi canali d'approvvigionamento.

Con nuovi gasdotti e rigassificatori, invece, potremmo ottenere un mercato più liquido, dove i prezzi del metano dovrebbero calare. Un capitolo del pacchetto è dedicato alla tutela dei consumatori: perché sono troppo pochi, sostiene la Commissione, quelli che confrontano le offerte delle diverse compagnie.

Eppure, aggiunge Bruxelles, solo in campo elettrico si potrebbero risparmiare 13 miliardi di euro l'anno, passando sistematicamente alle tariffe meno care presenti sul mercato.

La Commissione ha fissato i principali diritti per i clienti, che dovrebbero figurare nelle leggi nazionali in materia: per esempio, il diritto di cambiare fornitore in tre settimane senza costi aggiuntivi.

Contatori elettronici per verificare i consumi in tempo reale, bollette comprensibili, informazioni dettagliate sulle varie tariffe e offerte: questi sono altri elementi che faciliterebbero, secondo il documento Ue, la concorrenza tra operatori.

I prezzi elettrici e del gas regolati dallo Stato, invece, «rischiano di fornire una falsa idea di protezione, che scoraggia i clienti a esplorare attivamente offerte migliori, tra cui anche interventi di efficienza energetica».