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Tutto il cinema europeo è da digitalizzare
20 Dicembre 2012
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- Ricerca e sviluppo in Europa, eppur si muove: 2,03% del Pil
- Web: obiettivo accessibilità per i siti degli enti pubblici europei
- Un sistema di consegne paneuropeo per fare l'ecommerce
- Ebook: tassazione nodo da sciogliere ovunque
- I server della Ue disponibili per le iniziative dei cittadini
- Il Mediterraneo in rete: parte il portale Med-Mem
- Al lavoro per portare la cultura oltre il 4,5% del Pil
Un milione di ore di film, chiusi in scatole d’archivio, aspetta di essere digitalizzata.
Letto il dato in altro modo, solamente il 1,5% del patrimonio cinematografico europeo è attualmente accessibile al pubblico, a pagamento o gratuitamente.
Le cause sono la scarsità di finanziamenti pubblici e privati e la complessità delle procedure di gestione dei diritti, in termini di tempo e denaro ostacolano attualmente la digitalizzazione.
Servirebbe, dunque, mettere a punto forme di finanziamento e tecniche di gestione collettiva innovative, ad esempio potenziando la ricerca nelle tecnologie di scansione delle pellicole di archivio, che consentirebbe di ridurre i costi di digitalizzazione.
Occorre anche aumentare le risorse e migliorare le strutture e le competenze in materia di conservazione delle pellicole sia analogiche che digitali.
Nel 2013 la Commissione avvierà un dialogo con i settori interessati su alcuni problemi urgenti legati ai diritti d’autore, tra cui i problemi relativi alla conservazione e all’accessibilità online di opere del patrimonio cinematografico, e valuterà se proporre nel 2014 misure legislative per modernizzare la direttiva 2001/29/Ce sul diritto d’autore nella società dell’informazione, in particolare in materia di eccezioni e limitazioni.
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