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Ue27: disoccupazione ferma al 9,6%

Ue27: disoccupazione ferma al 9,6%
Nell'ultimo anno la disoccupazione europea sembra essere stabile. L'Italia presenta una percentuale inferiore alla media europea tuttavia è in aumento la disoccupazione degli under 25.

31 Agosto 2010

La disoccupazione rimane stabile in Europa.
Nel dettaglio, il tasso di disoccupazione nell'Ea16 è pari al 10% a luglio 2010, stabile rispetto al mese precedente e leggermente in aumento rispetto a luglio 2009. Nell'Ue27 il tasso è pari al 9,6% a luglio 2010 invariato rispetto a giugno e leggermente incrementato rispetto a luglio dello scorso anno.
Secondo la ricerca pubblicata da Eurostat, si stima che 23.057 milioni di persone erano disoccupati a luglio 2010. Rispetto a giugno, il numero dei disoccupati è diminuito di 45 mila in Ue27 e di 8 mila in Ea16.

I tassi di disoccupazione più bassi si sono registrati in Austria e Olanda con rispettivamente 3,8% e 4,4% nel giugno 2010 e i tassi più elevati spettano alla Spagna con 20,3%, Lettonia con circa il 20% nel primo trimestre del 2010 ed Estonia con 18,6% durante il secondo trimestre 2010.

Confrontando i dati con quelli del 2009, si è assistito a un calo del tasso di disoccupazione: le riduzioni si sono registrate in Austria che è passata da un 5,1% ad un 3,8%, Malta da 7,3% al 6,5% e Germania che va da 7,6% al 6.9%.
Gli aumenti più elevati sono sono verificati in Lettonia che ha raggiunto la vetta del 20,1% da 13,5% e Lituania che va dall'11,2% tra il primo semestre del 2009 al 17,3 del 2010.

Attualmente, il tasso di disoccupazione italiano è al di sotto della media europea ed è pari all'8,4%.
In particolare, il tasso di disoccupazione giovanile (under 25) è aumentato di un punto percentuale rispetto a luglio del 2009, infatti si passa da un 25,6% ad un 26.8%.
Per quanto concerne il tasso di disoccupazione studiato per genere, quello maschile (7,5% a luglio 2010) è inferiore al femminile (9,7% a luglio 2010). Tuttavia, entrambi risultano aver subito un incremento rispetto a luglio del 2009 in cui erano rispettivamente del 7 e del 9,5%.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il report di Eurostat.

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