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Agenda digitale

Un grid di 200mila computer per la ricerca

Un grid di 200mila computer per la ricerca
Il progetto Egi punta ad accorciare le distanze tra i ricercatori, a ridurre i costi delle attività, incentivando il risparmio energetico.

14 Settembre 2010

La Commissione europea ha lanciato  un progetto rientrante in quello più ampio dell'Agenda digitale e che si chiama Egi (European grid infrastructure) grazie al quale i ricercatori dell'Unione europea avranno accesso continuo e duraturo alla potenza di elaborazione combinata di più di 200mila computer da tavolo disseminati in oltre 30 paesi europei.

Per i prossimi quattro anni la Commissione contribuirà con 25 milioni di euro alla realizzazione del progetto Egi-InSpire, il cui scopo è mettere a disposizione dei ricercatori la potenza di calcolo di cui necessitano per risolvere le varie problematiche che sorgono in ambito delle ricerche in campo ambientale, energetico e sanitario.

A oggi Egi rappresenta la più grande infrastruttura di calcolo collaborativo per l'e-Science.
La sua funzione è importante perchè permetterà a un gruppo di ricercatori coinvolti in un progetto di lavorare anche se distanti gli uni dagli altri.

Le reti di Egi distribuiscono i compiti di calcolo che coinvolgono grandi quantità di dati tra le capacità di elaborazione di diverse migliaia di computer da tavolo distanti l'uno dall'altro, facendo sì che il loro processore passi dal ciclo inattivo a quello produttivo.

La Commissione europea contribuirà anche grazie ai finanziamenti di altre fonti nazionali quali le Ngi (National grid initiatives) il cui costo complessivo ammonta a 73 milioni di euro.
Il progetto che ha preceduto Egi, l'Enabling Grid for eScience, ha ottenuto in 8 anni più di 100 milioni di euro di fondi dall'Unione europea, ed è oggi utilizzato da 13 000 ricercatori.
I vantaggi di questo progetto non sono solo operativi ma anche economici in quanto consentirebbero di  ridurre considerevolmente i costi e aumentare il risparmiare energetico.

Nei prossimi anni l'Europa dovrebbe investire più di 2 miliardi di euro in nuove infrastrutture di ricerca nel campo delle tecnologie dell'informazione e comunicazione destinate ai centri di fisica e d'ingegneria, d'energia, delle scienze ambientali, biologiche e mediche, sociali e umanistiche, dei materiali e d'analisi, in cui sarebbe possibile realizzare consistenti risparmi se i ricercatori, invece di mettere a punto i loro propri supercalcolatori o reti, utilizzassero la capacità di elaborazione messa a disposizione tramite Egi.
Quest'ultimo può inoltre servire a collaudare vari servizi e tecnologie basate sul cloud-computing, ovvero distribuiti in remoto.

Egi sarà gestito dall'organizzazione Egi.eu, con sede ad Amsterdam.

Per ulteriori dettagli visitare il sito dell'Egi.

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