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Building, Energy & Environment

Energia

Una nuova efficienza energetica nelle case

Una nuova efficienza energetica nelle case
Nuovi sistemi di etichettatura e nuove sfide per garantire l'efficienza energetica. Non solo per gli elettrodomestici, ma nuove norme anche per edifici e caldaie. Entro il 2020 si spera di avere costruzioni a emissione zero ma serve l'aiuto e la collaborazione degli enti locali.

21 Maggio 2010

La plenaria di maggio ha avuto successo anche per il settore energia che ha visto l'approvazione di regolamenti volti a semplificare e a rendere immediata l'etichettatura degli elettrodomesitici e la normativa sull'efficienza energetica in relazione agli edifici e alle caldaie.
Il consumo di energia è legato all'abitare e al muoversi, è importante quindi che si riveda la politica sull'efficienza energetica nell'ottica di questi ambiti.
Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre) ha affermato che affinchè ci siano importanti e rilevanti risultati occorre sistematicità nel proseguire con queste strategie, seguendo calendari impegnativi affiancati da programmi d'azione dettagliati.
Inoltre, occorre avere una visione chiara degli obiettivi e, secondo Toia, «occorre utilizzare le nuove tecnologie della comunicazione e informazione: It e Ict da applicare all'efficienza energetica come ad esempio il contatore intelligente. Sembrano cose di poco conto ma se si applicano sistematicamente possono dare risparmio».
Per quanto concerne gli elettrodomestici, si è deciso di introdurre il sistema dei “+”, questo simbolo si ripeterà all'aumentare del consumo dell'elettrodomestico. Di conseguenza, si è aggiunta la categoria “F” e “G” più il sistema dei colori.
Questo sistema è stato realizzato secondo la logica del risparmio energetico e tutela del consumatore destinatario di questi benefici, affinchè ci sia un'informazione chiara, completa, leggibile e comprensibile.
Per gli edifici, c'è già una direttiva ma scarsamente applicata dagli Stati membri.
In realtà, la principale problematica è la mancanza di un sistema di standardizzazione.
L'europarlamentare ha affermato, inoltre, che se si vuole arrivare ad avere edifici a emissioni zero entro il 2020 occorre identificare principi comuni minimi che però tengano in considerazione le differenze climatiche tra i vari Paesi.
Affinchè le nuove direttive siano applicate occorre fissare degli obiettivi in percentuale in maniera tale da velocizzare il processo e avere nel 2020 edifici a basso consumo.
Si punta anche su tutta la ristrutturazione di edifici già esistenti, fatto salvo gli edifici storici purchè ci siano fondi.
Altro elemento sono le caldaie: è necessario cntrollarle e sostituirle con altre a norma.
In queste azioni è importante il ruolo degli enti locali. In questo senso già si stanno muovendo i primi passi infatti, esiste già un patto firmato da 700 sindaci sui temi per il raggiungimento obiettivi climatici. Senza un coinvolgimento degli enti locali non si arriva all'attuazione pratica di questa normativa.

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