Building, Energy & Environment
Misure anti-crisi
Una “rete della creatività” per stimolare la ricerca
17 Maggio 2010
Tag Finanziamenti, innovazione
I fondi strutturali sono lo strumento privilegiato dall'Unione per contribuire allo sviluppo delle regioni meno competitive, pilastro della solidarietà tra paesi Eu. A causa della crisi, però, gli Stati Membri spendono a rilento i fondi strutturali.
Nel periodo 2007-2013, gli stanziamenti previsti ammontano a circa 350 miliardi di euro, oltre 1/3 del budget totale Ue. A fine marzo, però, solo il 27% della somma era già stato allocato.
Le ragioni di questo sotto-utilizzo? L'eccessiva burocrazia legata all'iter di erogazione e le difficoltà finanziarie degli Stati membri, che non riescono a co-finanziare i progetti come, invece, richiesto dalle normative comunitarie. Urge, quindi, un piano per semplificare le procedure di erogazione.
La Commissione ha proposto di recente al Parlamento di alleggerire le procedure relative alle richieste degli stanziamenti. In discussione nella plenaria di oggi, in particolare, ci sarà la trattazione dei fondi destinati alla ricerca e innovazione con il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca e sviluppo nelle città, nelle regioni, negli Stati membri e nell'Unione.
Il contenuto della relazione
La relazione, del cristiano democratico olandese Lambert van Nistelrooij, sottolinea, in particolare, che l'imminente "Innovation Act" (atto a favore dell'innovazione) dovrà prevedere il rafforzamento delle sinergie tra i fondi strutturali e i programmi quadro per la ricerca e per l'innovazione (Settimo programma quadro, programma quadro per la competitività e l'innovazione). Il suggerimento è di identificare e promuovere le misure migliori, su scala europea, per incoraggiare gli investimenti nell'innovazione a livello locale e regionale.
La spesa per ricerca, sviluppo e innovazione nell'ambito del programma quadro viene suddivisa in base al criterio di eccellenza, il che implica una modalità di accesso piuttosto competitiva per i partecipanti.
Una situazione, questa, che determina una forte concentrazione dei fondi nei cluster economici e nelle principali regioni dell'Ue, limitando cosi la formazione di sinergie positive nelle aree più svantaggiate.
Ecco perché in futuro gli interventi a favore di ricerca e innovazione dovranno trarre vantaggio dai punti di forza e dalle capacita a livello regionale e rientrare nell'ambito di una strategia regionale di “innovazione intelligente”.
Sempre con lo stesso scopo, si sostiene la proposta del Comitato delle regioni di creare una “rete virtuale della creatività”aperta a tutti (imprese, autorità locali e regionali, pubblica amministrazione e settore privato), che fornisca consulenza, assistenza e accesso al capitale di rischio e ai servizi tecnici.
Una rete virtuale che, in più, permetta agli abitanti di regioni periferiche e rurali di accedere più facilmente alla consulenza di esperti, all'istruzione e all'informazione, al sostegno alle imprese e all'orientamento in materia finanziaria.
La relazione invita la Commissione a svolgere un ruolo di facilitatore, promuovendo lo scambio di buone prassi, e a valutare la possibilità di fornire un supporto specialistico supplementare sulle possibilità di finanziamento comunitario, mediante note orientative e la stesura di un "manuale per gli utenti" per la gestione pratica e l'amministrazione dei progetti nel campo della ricerca e dell'innovazione.
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