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Regolamenti

Una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo

Una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo
Votato a maggioranza dagli eurodeputati un regolamento sul trasporto ferroviario europeo, settore definito decisivo per lo sviluppo dell'Ue.

Maria Palladino

14 Giugno 2010

Una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo: a questo punta il regolamento votato dal Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo.

L'approvazione del regolamento contiene, tra l'altro, il tracciato del corridoio Baltico-Adriatico e la diramazione Vienna Klagenfurt-Udine- Venezia/Trieste/Bologna/Ravenna.

L'eurodeputata Debora Serracchiani, membro della commissione Trasporti e Turismo, commenta positivamente questo voto, definito: «decisivo per lo sviluppo di trasporti efficienti e sostenibili, fondamentale per l'Italia e in particolare per le infrastrutture del nord-est».

Il corridoio Baltico-Adriatico consentirà di veicolare in questa zona il traffico proveniente dalle regioni russe e dall'area asiatica, che oggi si indirizza soprattutto verso i porti tedeschi del Mar del Nord e della Finlandia.

I deputati italiani nei mesi scorsi hanno visto “sparire” la diramazione in territorio italiano dai documenti ma, come sottolinea Serracchiani, «siamo riusciti a evitare brutte sorprese».

Positiva anche la conferma della centralità del Brennero nel collegamento fra Italia e Germania, senza il temuto spostamento verso il San Gottardo (che peraltro, come riportano le autorià svizzere sarà coinvolto nell'adeguamento del traforo a partire dal 2020, un'operazione che richiederà quasi due anni di lavori).

L'approvazione di questo regolamento da parte del Pe avviene a pochi giorni dalla seconda Conferenza sulle reti di trasporto trans-europee che si è tenuta l'8 e il 9 giugno a Saragozza in Spagna, a cui hanno partecipato i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti dell'Ue. Proprio in quella occasione il ministro Altero Matteoli aveva dichiarato che «la congestione delle reti di comunicazione trans-europee è una delle cause principali che ritardano la crescita e lo sviluppo dell'Unione europea». A Saragozza l'Italia ha proposto che nel 2011 si possa arrivare a “proposte condivise” sulle grandi reti europee, “capaci di evitare il blocco della crescita”.

Matteoli ha anche ribadito la proposta già avanzata l'anno scorso di escludere gli investimenti nazionali sulle reti Ten-t dai conteggi per il rispetto del Patto di Stabilità, e di articolare una strategia finanziaria per la nuova “rete prioritaria” integrando in “un unico quadro programmatico” i Fondi Strutturali Fesr e il Fondo di Coesione (in totale 47 miliardi di euro). Un invito ad aumentare le risorse per finanziare le infrastrutture ferroviarie è giunto anche dall'amministratore delegato di FS e presidente delle Ferrovie europee (Cer), Mauro Moretti.

In un dibattito organizzato dal Cer al Parlamento europeo ai primi di giugno, Moretti aveva invocato un piano comune per costruire una rete europea di trasporti da finanziare, se necessario, anche attraverso l'emissione di eurobond.

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