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Competitività
Un’Agenda Digitale per l’Europa
05 Maggio 2010
Tag competitività, innovazione
L’Europa è ai margini dell’ecosistema digitale. La denuncia arriva da Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, nonché responsabile della Digital Agenda europea, che verrà ufficialmente presentata il 12 maggio.
“I problemi digitali in Europa sono seri – ammonisce Kroes – e bisogna affrontarli adesso, con urgenza”. Qualche esempio? Il Giappone e la Corea del Sud possono contare su un’infrastruttura Web 100 volte più veloce di quella europea. Lo sviluppo del’Ict è a macchia di leopardo: il 74% degli olandesi usa abitualmente l’Internet banking, contro il 5% dei greci. “Il budget Ict e R&S dell’intera Commissione Europea è inferiore a quello della sola Google”, avverte Kroes.
E questo nonostante gli investimenti Ict siano i fautori del 50% di crescita della produttività negli ultimi 15 anni.
Da qui l’idea di spingere l’acceleratore per favorire l’adozione delle tecnologie informatiche in tutta Europa. “Siamo determinati a creare un nuovo set di condizioni per lo sviluppo dell’Ict e dell’ecosistema Internet”, spiega Kroes. Ma per farlo, vanno risolti una serie di problemi esplicitati dallo stesso vicepresidente:
Scarsi investimenti nelle reti (Bruxelles chiederà agli Stati Membri nuovi sforzi sulle reti di nuova generazione, con l’obiettivo di dare a tutti i cittadini europei la banda larga entro il 2013)
- Un mercato digitale molto frammentato
- Un gap da colmare in termini di skill e competenze Ict
- Una scarsa lungimiranza nell’indirizzare i cambiamenti sociali
- Un incremento del cybercrime con conseguenza scarsa fiducia nella sicurezza delle reti
- Un insufficiente impegno nel settore della Ricerca & Sviluppo
- Una scarsa interoperabilità (da qui l‘idea di un singolo mercato digitale) . “Se Internet è per definizione senza confini, i mercati online europei non lo sono affatto”, ammonisce Kroes. Con il paradosso che risulta per certi aspetti più semplice comprare online negli Stati Uniti che nel Paese confinante.
L’Europarlamento ha altresì sottolineato come sia importante, per l’Europa Digitale, lo sviluppo della banda larga, la possibilità di usare il cellulare per i piccoli pagamenti e che i cittadini abbiano accesso online a tutti i servizi pubblici entro il 2015.
Queste le intenzioni, ma nella pratica questi propositi come si traducono? “La Digital Agenda è un portfolio di servizi piuttosto articolato – conclude Kroes – e può funzionare solo se 1) Siamo tutti convinti di operare in un singolo Mercato 2) Guardiamo al di là degli interessi di bottega 3) Costruiamo nuove relazioni”. L'Europa è pronta per queste sfide?
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