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Bonifica

Via tutto l'amianto dall'Europa

Il Parlamento europeo chiede una strategia Ue per eliminare l'absesto da tutti gli edifici e per smaltirlo in modo sicuro. Va creato un registro pubblico.

14 Marzo 2013

Il Parlamento europeo ha approvato con 558 voti favorevoli, 51 contrari, 5 astenuti la relazione sulle “minacce alla salute dei lavoratori dovute all'amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l'asbesto esistente”.

Si chiede una strategia Ue per eliminare l'amianto che, nonostante il divieto esistente su scala comunitaria, si trova ancora negli edifici, nei tubi dell'acqua, nei treni e nelle navi.

La relazione approvata comprende l'introduzione di un registro pubblico degli edifici contenenti amianto negli Stati membri e la garanzia che i lavoratori assunti per rimuoverlo siano sufficientemente qualificati.
La strategia dovrà coprire il periodo dal 2014 al 2020.

Il testo approvato è stato completato da 12 emendamenti presentati e approvati in commissione sia Ambiente che Occupazione e Affari sociali da Andrea Zanoni (nella foto): «ho cercato di rafforzare il testo approvato con emendamenti che, ad esempio, prevedono che questi rifiuti devono essere inertizzati attraverso le nuovissime tecnologie oggi a disposizione evitando il ricorso alle discariche».

Secondo Oreste Rossi è «necessario attivare un piano Ue di censimento e di bonifica di tutti i siti europei, in cui l’amianto è ancora presente. Preoccupa il fatto che i processi di estrazione, lavorazione e impiego di fibre di asbesto a livello mondiale siano solamente stati trasferiti in Paesi terzi, quali Cina, India e Russia, tanto che il consumo di asbesto è aumentato esponenzialmente nell'ultimo decennio».

«L'Europa - ha detto - dovrebbe provvedere alla stesura di una Convenzione internazionale che bandisca l’estrazione, il commercio e l’utilizzo dell'amianto in tutti quei Paesi in cui oggi non c’è alcuna tutela nei confronti dei lavoratori e della comunità».