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Vino bio: nuove norme europee da quest’anno

Vino bio: nuove norme europee da quest’anno
A partire dalla vendemmia 2012 la dicitura “vino biologico” apparirà in etichetta, con il logo Ue. Lo ha stabilito il Comitato permanente per la produzione biologica in relazione a regolamenti già esistenti.

08 Febbraio 2012

Produzione biologica

Data di pubblicazione: 2007

Formato: pdf

N. Pagine: 23

Lingua: inglese

reg_834_2007.pdf

Il testo del regolamento Ce 834/2007
Organizzazione comune del mercato

Data di pubblicazione: 2009

Formato: pdf

N. Pagine: 59

Lingua: inglese

reg_606_2009.pdf

Il testo del regolamento Ce 606/2009

Tag agricoltura, biodiversità, regolamenti

Il Comitato permanente per la produzione biologica (Scof) ha approvato nuove norme europee per il vino biologico, che saranno pubblicate nelle prossime settimane nella Gazzetta ufficiale europea.

In base al nuovo regolamento, applicabile a partire dalla vendemmia 2012, i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette.
Inoltre l’etichetta dovrà riportare il logo biologico dell’Ue e il numero di codice del competente organismo di certificazione e rispettare le altre norme in materia di etichettatura del vino.
Le norme in vigore, concernenti il “vino ottenuto da uve biologiche” non coprono le pratiche enologiche, ossia l’intero processo di vinificazione.

Il settore vitivinicolo è sinora l’unico al quale ancora non si applica integralmente la normativa Ue sulla produzione biologica, prevista dal regolamento (Ce) 834/2007 (in allegato qui a lato), che stabilisce le tecniche enologiche e le sostanze autorizzate per il vino biologico e fissa il tenore massimo di solfito per il vino rosso a 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé a 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale), con un differenziale di 30mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l.

Le nuove norme sono ispirate al principio della maggiore trasparenza per un migliore riconoscimento da parte dei consumatori.
Dovranno contribuire non soltanto a facilitare il funzionamento del mercato interno ma anche a rafforzare la posizione che i vini biologici dell’Ue detengono a livello internazionale, dato che altri paesi produttori (Usa, Cile, Australia, Sudafrica) hanno già stabilito norme per i vini biologici.

L’atto legislativo completa la normativa in materia di agricoltura biologica Ue, che riguarda ora tutti i prodotti agricoli.
Il nuovo regolamento stabilisce un sottoinsieme di pratiche enologiche e di sostanze, definite nel regolamento (Ce) n. 606/2009 (in allegato qui a fianco) relativo all’organizzazione comune del mercato (Ocm) vitivinicolo, da utilizzare per i vini biologici.

Non sono consentiti l’acido sorbico e la desolforazione e il tenore dei solfiti nel vino biologico deve essere di almeno 30-50 mg per litro inferiore al livello dell’equivalente vino convenzionale, a seconda del tenore di zucchero residuo.
Oltre a questo sottoinsieme di specifiche, si applicano anche le norme generali in materia di vinificazione stabilite dal regolamento sull’Ocm nel settore vitivinicolo. In aggiunta a dette tali pratiche enologiche, il “vino biologico” deve essere prodotto utilizzando uve biologiche come definite nel regolamento 834/2007.
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