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Agropirateria

Vino in polvere: Ue contro i siti di ecommerce

La Commissione europea ha risposto a un'interrogazione di Mara Bizzotto sui falsi amarone, chianti e prosecco venduti online. Amazon ed eBay nel mirino.

08 Aprile 2013

Mara Bizzotto ha dato conto della risposta avuta dalla Commissione europea alla sua interrogazione sul caso dei falsi vini in polvere venduti su siti di e-commerce come Amazon ed eBay.

All'interrogazione ha risposto il Commissario all'Agricoltura, Dacian Ciolos, che già nei mesi scorsi aveva esortato gli Stati Membri a ritirare dal mercato i wine kit per la produzione di vino in polvere venduti in Inghilterra.

«È stata evidenziata la necessità di adottare provvedimenti anche contro le aziende che si occupano di commercio elettronico - ha dichiarato Ciolos - A tal fine è stato richiesto un intervento da parte degli Stati Membri in cui queste aziende hanno sede».

Bizzotto aveva espressamente invitato la Commissione europea a «vietare la commercializzazione dei falsi vini in polvere anche sui principali siti web di e-commerce», facendo riferimento a vini Dop ed Igp contraffatti come prosecco, amarone, valpolicella, chianti, «fino ad arrivare ad altre improbabili bevande come il frascati al cocco o lo chardonnay alla pera bianca».

Per Bizzotto la risposta di Ciolos «conferma l'interesse e l'impegno con cui la Commissione sta provando a porre fine alla commercializzazione di questi colossali tarocchi, tanto negli scaffali dei supermercati quanto sul web. Internet non deve più essere la terra di nessuno e chi spaccia questi intrugli per vini di qualità va severamente punito perché, oltre a violare la legge, inganna i consumatori e provoca pesanti danni economici e di immagine ai nostri produttori».

Come già ribadito nei mesi scorsi dall'esecutivo questi prodotti non possono essere commercializzati utilizzando una denominazione di origine protetta o un'indicazione geografica protetta, nemmeno attraverso una semplice evocazione del nome.